Il timone alle donne, per uscire dalla crisi

Economia e finanza, sostantivi femminili. Eppure c’è ancora troppo poco di femminile nel mondo dell’economia e della finanza.

 

Le donne sapranno guidarci fuori dalla crisi? Lo dicono gli studi. E potrebbe anche essere vero. Potrebbe, appunto, ma ce ne danno (e daranno) la possibilità? Forse è questa la vera domanda. Ma per un attimo torniamo al primo assunto: davvero le donne potrebbero avere competenze superiori agli uomini per far superare a un’azienda o a un Paese una condizione di crisi? Numerosi studi fanno a gara per dimostrarlo. Tanto più in questo anno di crisi pandemica (più crisi di così!).

Uno studio ha rilevato che i risultati relativi al Covid-19, compreso il numero di casi e decessi erano sistematicamente migliori nei Paesi guidati da donne.  Un altro ha esaminato i governatori negli Stati Uniti ed è giunto allo stesso risultato: gli Stati con leader donne avevano tassi di mortalità inferiori.

La rinomata rivista Harward Business Review ha voluto verificare questa tesi e ha cercato di spiegare perché le donne sarebbero leader migliori. Ha, infatti, pubblicato i risultati di una ricerca condotta dall’agenzia Zenger Folkman (per la cronaca, guidata da 2 uomini), che ha analizzato in che modo i leader maschili e femminili all’interno delle organizzazioni stanno rispondendo alla crisi.

La stessa agenzia un anno fa aveva svolto una ricerca analoga, scoprendo che le donne erano considerate leader migliori da chi lavorava con loro, rispetto agli uomini. A un anno di distanza e con una pandemia di mezzo, si sono posti la stessa domanda. Tanto quanto prima dell’esplosione del Covid-19, le donne sono state classificate come leader più efficaci, anzi, il divario tra uomini e donne durante la pandemia è stato ancora più ampio di quanto misurato in precedenza. E i ricercatori hanno concluso che probabilmente le donne tendono a ottenere risultati migliori in una situazione di crisi.

Le donne sono state valutate più positivamente su 13 delle 19 competenze considerate. In particolare è emerso che sono più brave a fare “engagement”, cioè a coinvolgere i loro collaboratori, a fare lavoro di squadra. Le donne, scrive la ricerca, sanno ascoltare, dare voce alle paure, sono più consapevoli della complessità di una situazione di crisi. Doti chiave, pare (e come dargli torto), durante una crisi aziendale come durante una Pandemia mondiale.

Bene, allora diamo in mano il timone di comando alle donne per condurci fuori dalla crisi che ci attanaglia da un anno, verrebbe da dire. Ma, a guardare quante sono le donne nella cabina di regia dei Paesi, in questo momento storico, in Italia in primis, è evidente che la strada da fare è ancora lunga. Non c’è studio che tenga.

È l’8 marzo, oggi più che mai, auguri a tutte le donne. Quelle che, anche nel loro piccolo, riescono a superare qualsiasi crisi. Siamo brave a farlo, lo dicono gli studi.